La spugna di mare è scientificamente conosciuta con il nome di Porifera. Si tratta di animali sessili, ossia che vivono attaccati sulle rocce dei fondali marini o sugli scogli.

 I corpi sono formati da un sistema di pori e canali, da qui il nome di “Poriferi”, in cui scorre l’acqua e che viene usato anche come metodo per nutrirsi ed ottenere ossigeno. Tra tutte le sue cellule, ce ne sono alcune che sono uniche delle spugne di mare: i coanociti o cellule flagellate. Queste sono cellule specializzate nella filtrazione dell’acqua, il processo necessario ad ottenere gli alimenti di cui si nutrono.

Questi animali non hanno dei veri tessuti, ma una grande quantità di cellule totipotenti. Questa caratteristica li rende molto versatili e molto capaci di rigenerare il proprio corpo in caso di perdita di massa.

Le spugne di mare “Arcipelago” sono dei prodotti biologici
ed ecocompatibili. Provenienti principalmente dal bacino del Mediterraneo (Grecia, Libia, Sicilia e Tunisia), le spugne vengono pescate ancora seguendo le antiche tradizioni dove i pescatori, dopo aver localizzato una colonia di spugne, si immergono, attrezzati
di scafandro, per effettuare la raccolta.

 I poriferi sono tra i primissimi organismi che hanno popolato il pianeta e si stima che la loro prima comparsa avvenne circa 560 milioni di anni fa.

 Le spugne non sono dotate di muscolatura, neuroni, sistema nervoso o giunzioni intercellulari inoltre, non possiedono un apparato digerente e ne tantomeno un apparato riproduttore. Sono organismi longevi, ben organizzati e resistenti lungo il percorso evolutivo ma per i motivi sopra non possiedono un sistema fisico-cerebrale che gli dia una coscienza o una percezione sensoriale.

 Ne segue, alla luce di quanto studiato, che le spugne siano molto più simili alle piante e, la principale ragione per cui non vengono classificate come tali è che, non svolgono la fotosintesi clorofilliana, ma bensì si nutrono microfiltrando piccoli organismi e particelle organiche che fluttuano sospese nell’acqua.

 Dopo che viene raccolta, la spugna marina si rigenera più forte di prima.

Affinché possa farlo, la colonia viene lasciata a riposo.

E’ 100% biodegradabile e il processo di lavorazione è a basso impatto ambientale.

 Come
si distinguono le spugne sintetiche da quelle naturali?
Una
delle maggiori differenze non è solamente data dalla forma, ma, soprattutto dalla composizione.

Dall’esterno, tutte le spugne sembrano essere uguali:
porose e ruvide al tatto. Le prime differenze si possono notare appena il prodotto viene immerso nell’acqua. La spugna industriale mantiene la sua sintetica consistenza poiché ha subito numerosi trattamenti chimici che, nel tempo, possono danneggiare la pelle.
Quando la spugna biologica, invece, viene reimmersa
nel suo habitat naturale, riacquista la delicatezza che caratterizza questa creatura porifera.

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